Denigratorio, ma ancora nei limiti della libertà di commento 

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Il settimanale «Wiler Nachrichten» ha pubblicato un articolo d’opinione del suo editore Christoph Blocher, nel quale racconta le sue esperienze e il suo rapporto con l’Africa, che afferma di aver visitato più volte. Partendo da quanto ha vissuto di persona durante quei viaggi, passa poi a trattare il modo in cui gli «africani» si rapportano alla «tecnologia moderna», agli aiuti allo sviluppo e alla migrazione, formulando diverse affermazioni generalizzanti.

Contro l’articolo d’opinione è stato presentato un reclamo al Consiglio svizzero della stampa. Il reclamante ha sostenuto, fra le altre cose, che il contributo violasse la dignità umana e fosse discriminatorio. A suo avviso, il contributo rafforzava rappresentazioni stereotipate e sminuiva le capacità e la dignità delle persone africane. 

Nel caso specifico, il Consiglio della stampa ha esaminato se e in che misura valutazioni denigratorie e generalizzanti contenute in un commento rientrino nella libertà di commento o violino il divieto di discriminazione. Secondo la sua prassi consolidata e più volte confermata, il Consiglio della stampa ritiene che tale divieto di discriminazione sia violato solo quando le espressioni denigratorie rivolte a un gruppo o a un individuo raggiungono una determinata soglia di intensità. Ha ritenuto che l’articolo d’opinione non violasse, di stretta misura, il Codice. È giunto a questa conclusione anche tenendo conto del fatto che la difesa del diritto alla libertà di espressione rientra tra i compiti principali del Consiglio della stampa.

Presa di posizione 21/2026