Il quotidiano «Südostschweiz» ha pubblicato un articolo dettagliato sulle accuse mosse contro la direttrice uscente dell’Ufficio della cultura. Secondo la direttiva 3.8, i giornalisti sono tenuti a chiedere una presa di posizione alle persone interessate quando muovono accuse gravi. «Südostschweiz» ammette che le accuse contro la direttrice sono gravi. Il giornale sostiene di aver potuto rinunciare all’ascolto in via eccezionale, poiché in passato la direttrice aveva avuto più volte l’opportunità di prendere posizione, ma non ne aveva mai fatto uso.
Tuttavia, secondo il Consiglio della stampa, questo non costituisce un argomento sufficientemente valido per giustificare la rinuncia all’ascolto. Poiché le accuse diffuse da «Südostschweiz» risalgono in parte a diversi anni fa, la persona interessata avrebbe dovuto essere interpellata di nuovo. È possibile che nel frattempo fosse disposta a esprimersi.
Se la responsabile dell’ufficio avesse nuovamente rinunciato a rispondere, la «Südostschweiz» avrebbe dovuto menzionarlo.
In questo modo sarebbe stato chiaro al pubblico che l’interessata aveva avuto la possibilità di prendere posizione, ma aveva rinunciato a farlo. Questo garantisce trasparenza.