In un articolo, la rivista online «Republik» ha accusato l’Associazione AMQG/AUFG di perseguire «von Pseudowissenschaft unterfütterte transphobe Agenda» (un programma transfobico sostenuto da pseudoscienza) e di diffondere «transfeindliche Beiträge» (contributi transfobici). L’Associazione ha presentato un reclamo perché non era stata ascoltata in merito a queste gravi accuse (Direttiva 3.8). «Republik» ha sostenuto che la reputazione dell’Associazione fosse già compromessa dalle sue stesse dichiarazioni.
Il Consiglio della stampa accoglie parzialmente il reclamo. Ritiene che le accuse secondo cui l’Associazione perseguirebbe un «programma transfobico» e diffonderebbe «contributi transfobici» siano gravi. La transfobia è socialmente riprovevole e tali accuse possono danneggiare gravemente la reputazione dell’Associazione. Su questi punti, l’Associazione avrebbe dovuto essere necessariamente ascoltata.
Il Consiglio della stampa respinge l’argomentazione di «Republik» e chiarisce, come principio guida, che l’obbligo deontologico di ascoltare le parti non viene meno solo perché un’organizzazione è controversa. Anche qualora accuse gravi risultassero fondate, le redazioni sono comunque tenute a sentire le parti coinvolte.