Nel febbraio del 2023 la «Tribune de Genève», «Le Courrier» e «20 minutes» hanno riferito di una situazione di conflitto presso il Dipartimento per la coesione sociale (DCS) del Cantone di Ginevra, che coinvolgeva una segretaria generale. Nel suo reclamo contro questi tre media, la reclamante ha sostenuto, tra le altre cose, che le accuse non erano state verificate e che la smentita ufficiale del portavoce del DCS non era stata riportata; inoltre, nonostante le gravi accuse nei suoi confronti, non era stata ascoltata di persona ed era identificabile negli articoli.
Il Consiglio della stampa ritiene che i commenti pubblicati siano dotati di referenze e che siano state rispettate le condizioni che regolano l’uso delle fonti. In proposito, il pubblico non è quindi stato indotto in errore. Constata inoltre che, in effetti, la reclamante è riconoscibile, ma ritiene che in questo caso ciò sia ammissibile, in quanto la persona in questione, in qualità di segretaria generale, ricopre una funzione governativa di alto livello e quindi d’interesse pubblico.
Di contro, il Consiglio ritiene che la smentita ufficiale del portavoce del Dipartimento avrebbe dovuto essere menzionata nel articolo del «Courrier»: questa informazione fornisce al pubblico un importante punto di vista aggiuntivo.
Ha inoltre sottolineato che la persona oggetto degli articoli non è stata ascoltata direttamente. Tuttavia, quando si tratta di accuse gravi, è dovere dei giornalisti ascoltare la persona accusata, nonostante la prassi preveda che le richieste d’informazioni vengano indirizzate al portavoce dei media.
Il reclamo contro «Le Courrier» e «La Tribune de Genève» è stato quindi parzialmente accolto in quanto: avendo pubblicato delle accuse gravi senza dare alla persona interessata la possibilità di essere ascoltata direttamente, i due media non hanno rispettato la cifra 3 della «Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei/delle giornalisti/e». Tutti gli altri punti del reclamo sono stati respinti.
Per quanto riguarda «20 minutes», il reclamo è stato respinto: nonostante la riproduzione di informazioni pubblicate da altri media non lo esonera dalla responsabilità di verificare le sue informazioni, le dichiarazioni riprodotte sono formulate al condizionale e con cautela.