{"id":17566,"date":"2023-12-21T09:40:38","date_gmt":"2023-12-21T08:40:38","guid":{"rendered":"https:\/\/presserat.ch\/?p=17566"},"modified":"2023-12-21T09:50:50","modified_gmt":"2023-12-21T08:50:50","slug":"peter_studer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/presserat.ch\/it\/peter_studer\/","title":{"rendered":"Peter Studer (1935-2023) Impegno instancabile per un giornalismo corretto"},"content":{"rendered":"\n<p>Un ricordo di Martin K\u00fcnzi<\/p>\n\n\n\n<p>Il pubblicista e giurista di diritto dei media Peter Studer, per il Consiglio della stampa ha rappresentato un vero e proprio colpo di fortuna. L&#8217;organo di autoregolamentazione fondato nel 1977 dall&#8217;allora associazione dei giornalisti \u00abStampa svizzera\u00bb (in seguito \u00abAssociazione svizzera dei giornalisti\u00bb, oggi \u00abImpressum\u00bb), inizialmente si occupava di pochi casi all&#8217;anno. Insieme al suo predecessore \u2013 il giornalista e professore di scienze dei media Roger Blum \u2013 Peter Studer ha contribuito in modo determinante all&#8217;ulteriore sviluppo del Consiglio svizzero della stampa. In quanto giovane avvocato, l\u2019influenza di entrambi sulla mia carriera \u00e8 stata significativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Roger Blum ha assunto l&#8217;incarico nel 1991 e grazie al suo coerente lavoro di pubbliche relazioni il Consiglio della stampa \u00e8 uscito dall\u2019anonimato e si \u00e8 convertito in un\u2019istanza pubblica. In seguito alle dimissioni di Roger Blum nel 2001, Peter Studer era considerato di gran lunga il candidato migliore. Giurista di formazione, possedeva una vasta esperienza giornalistica, tra cui quella di caporedattore del \u00abTages-Anzeiger\u00bb e presso la televisione svizzera. All&#8217;epoca, le discussioni in seno al Consiglio di fondazione del \u00abConsiglio svizzero della stampa\u00bb erano fortemente caratterizzate dalla politica associativa. Inoltre, circolavano ancora pregiudizi sul \u00abTages-Anzeiger\u00bb, risalenti a un\u2019epoca ormai superata da tempo. Questi due fattori hanno fatto s\u00ec che Peter Studer sia stato eletto con il ristretto margine di un voto. Tuttavia, non si \u00e8 lasciato scoraggiare e ha continuato con grande impegno l&#8217;opera iniziata dal suo predecessore. Durante i sette anni della sua presidenza, ha dimostrato un\u2019enorme produttivit\u00e0 e ha incrementato la sua presenza pubblica. Nel corso di questo periodo, il Consiglio della stampa si \u00e8 beneficiato della gran notoriet\u00e0 di Studer, oltre che delle sue attivit\u00e0 di docente e di relatore come esperto di diritto dei media. \u00c8 in particolare grazie a lui che, nei primi anni del Duemila, il Consiglio della stampa si \u00e8 progressivamente trasformato in un riconosciuto organismo di autoregolamentazione nel settore dei media, ben considerato anche dal grande pubblico e in ambito politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle sue principali preoccupazioni \u00e8 stata quella dell\u2019approvazione del principio di equit\u00e0: nel 2003, la Direttiva 3.8 ha sancito l&#8217;obbligo di ascolto in caso di accuse gravi (le Direttive integrano il Codice deontologico del giornalista, piuttosto astratto).<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, Peter Studer ha visto con chiarezza che all\u2019estensione del patrocinio del Consiglio della stampa ad altre associazioni di giornalisti, avvenuta nel 1999, doveva necessariamente seguire un ulteriore passo: l&#8217;inclusione degli editori e della SSR, con l\u2019obbiettivo di aumentare ulteriormente l&#8217;accettazione del Consiglio della stampa nel settore dei media. Al riguardo, la pazienza di Studer \u00e8 stata pi\u00f9 volte messa a dura prova. Ciononostante, non ha permesso ai ripetuti insuccessi di frenare la sua spinta. Nel 2008, un anno dopo la fine del suo efficace mandato, ha avuto luogo l\u2019ulteriore sviluppo. A partire da questo momento \u00e8 stato introdotto anche un obbligo di stampa moderato: i media sono tenuti a pubblicare una sintesi delle dichiarazioni del Consiglio della stampa che riguardano il loro mezzo di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno del Consiglio della stampa, Peter Studer \u00e8 stato sia un leader che un giocatore di squadra altamente collegiale. Non si \u00e8 mai preoccupato della sua persona, ma sempre della causa. Nella messa a punto dei testi delle dichiarazioni, dei comunicati stampa e cos\u00ec via, emergeva sempre la sua gran esperienza come caporedattore. Gli stavano molto a cuore l\u2019applicabilit\u00e0 pratica delle Direttive della \u00abDichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista\u00bb e l&#8217;uso di un linguaggio il pi\u00f9 comprensibile e semplice possibile. Dopo il pensionamento ha collaborato alla stesura del prontuario \u00abLe buone regole del giornalista corretto\u00bb (pubblicato nel 2011). A inizio dicembre 2023, si \u00e8 spento serenamente all&#8217;et\u00e0 di 88 anni, dopo una vita ricca e piena. Lo ricorder\u00f2 con affetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Martin K\u00fcnzi <\/strong>\u00e8 stato Segretario del Consiglio della stampa dal 1991 al 2013.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ricordo di Martin K\u00fcnzi Il pubblicista e giurista di diritto dei media Peter Studer, per il Consiglio della stampa ha rappresentato un vero e proprio colpo di fortuna. L&#8217;organo di autoregolamentazione fondato nel 1977 dall&#8217;allora associazione dei giornalisti \u00abStampa svizzera\u00bb (in seguito \u00abAssociazione svizzera dei giornalisti\u00bb, oggi \u00abImpressum\u00bb), inizialmente si occupava di pochi casi &hellip; <a href=\"https:\/\/presserat.ch\/it\/peter_studer\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[699,714],"tags":[],"class_list":["post-17566","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-actualite","category-aktuell-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17566"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17566\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17589,"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17566\/revisions\/17589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/presserat.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}