{"id":10253,"date":"2015-05-23T15:21:21","date_gmt":"2015-05-23T13:21:21","guid":{"rendered":"https:\/\/presserat.ch\/medienmitteilung-jahresmedienkonferenz-2015\/"},"modified":"2017-07-31T15:12:27","modified_gmt":"2017-07-31T13:12:27","slug":"medienmitteilung-jahresmedienkonferenz-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/presserat.ch\/it\/medienmitteilung-jahresmedienkonferenz-2015\/","title":{"rendered":"Comunicato stampa: Conferenza stampa annuale 2015"},"content":{"rendered":"<p><strong>l Consiglio della stampa denuncia la \u201cgiustizia segreta\u201d <\/strong><\/p>\n<p>La pubblicit\u00e0 dei processi \u00e8 un elemento fondamentale dell\u2019esercizio democratico della\u00a0 giustizia. In Svizzera, attualmente, le procedure accelerate e un numero crescente di disposizioni giudiziarie mettono in causa tale principio. Il Consiglio della stampa ritiene minacciato il diritto del pubblico all\u2019informazione.<\/p>\n<p>Nella sua pi\u00f9 recente presa di posizione, l\u2019organismo di deontologia dei giornalisti svizzeri sottolinea l\u2019importanza del principio di pubblicit\u00e0 che presiede ai provvedimenti\u00a0\u00a0 coercitivi e alle procedure e lancia un appello in favore di una maggiore libert\u00e0 della cronaca giudiziaria. Per la prima volta, tale sua presa di posizione \u00e8 rivolta direttamente ai pi\u00f9 alti responsabili in Svizzera: alla ministra della giustizia Simonetta Sommaruga, al presidente del Tribunale federale, al procuratore capo della Confederazione, alla Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e alla Conferenza dei procuratori pubblici del nostro Paese.<\/p>\n<p>La pubblicit\u00e0 dei processi \u2013 rileva il Consiglio della stampa \u2013 \u00e8 una delle conquiste\u00a0\u00a0 fondamentali dello stato di diritto liberale. La trasparenza dei procedimenti \u00e8 essenziale per la fiducia che il cittadino deve avere in una giustizia indipendente e corretta. Riforme in senso efficientista hanno avuto come risultato di sottrarne la gestione ai tribunali, e perci\u00f2 al pubblico. Se i giudici rinunciano a interrogare i testimoni e i pubblici ministeri non interrogano pi\u00f9 gli imputati, a venir compromessa \u00e8 la retta comprensione dei casi e del loro esito. La presenza dei media, perch\u00e9 siano garantiti pubblicit\u00e0 e controllo democratico, \u00e8 necessaria.<\/p>\n<p>Circa questo particolare aspetto, il Consiglio della stampa constata : \u201cPerch\u00e9 i giornalisti possano svolgere la funzione di \u2018cani da guardia della democrazia\u201d deve essere assicurato loro un accesso quanto pi\u00f9 facile possibile agli atti d\u2019accusa, alle sentenze, ai decreti d\u2019abbandono e ai decreti d\u2019accusa. In casi motivati dev\u2019essere loro concessa anche la consultazione degli atti\u201d. \u201cDato il gran numero di sentenze e di decreti d\u2019accusa \u00e8 necessario \u2013 sottolinea ancora il Consiglio della stampa \u2013 adeguare le disposizioni vigenti, per esempio circa i termini, che si vorrebbero pi\u00f9 lunghi e unificati, ossia anche oltre le scadenze normali. Tribunali e procure devono di propria iniziativa assicurare un\u2019adeguata trasparenza, per esempio consentendo un accesso semplificato via Internet, come d\u2019altronde \u00e8 possibile gi\u00e0 ora presso il Tribunale federale e alcune autorit\u00e0 giudiziarie cantonali esemplari.<\/p>\n<p>Le condizioni di accesso poste ai giornalisti non devono essere inasprite a piacere e le norme dell\u2019accredito essere abusate per mettere i giornalisti sotto pressione. Molte limitazioni di contenuto che i tribunali impongono alla stampa intralciano il lavoro dei cronisti giudiziari: \u201cdovrebbero perci\u00f2 essere ridotte al minimo\u201d. Anche le richieste dei prevenuti\u00a0 di escludere la pubblicit\u00e0 del dibattimento dovrebbero essere accolte dai tribunali con molta cautela. Disposizioni che riguardano il contenuto degli articoli rappresentano un limite alla libert\u00e0 di espressione e di stampa.<\/p>\n<p>L\u2019organismo di deontologia sottolinea pure la responsabilit\u00e0 che hanno i mass media di riferire in modo corretto sull\u2019attivit\u00e0 dei tribunali, specialmente circa il rispetto della presunzione d\u2019innocenza e le restrizioni circa la pubblicazione dei nomi, la protezione della sfera privata e il dovere di riferire se un caso si conclude con un\u2019assoluzione in una fase successiva.<\/p>\n<p>Il Consiglio della stampa \u00e8 giunto a queste conclusioni consultando degli esperti. Dalle\u00a0 testimonianze raccolte \u00e8 emerso chiaramente che il controllo pubblico sull\u2019esercizio della giustizia \u00e8 a rischio. Con la presa di posizione intitolata \u201cRestrizioni al lavoro dei giornalisti e altri ostacoli alla pubblicit\u00e0 della giustizia\u201d, il Consiglio intende reagire alla tendenza sottolineando una serie di esigenze concrete.<\/p>\n<p><strong>Dovere di pubblicazione<\/strong><\/p>\n<p>Nel suo rapporto sulle principali attivit\u00e0 del Consiglio della stampa nel 2014, il presidente Dominique von Burg rileva che molto redazioni si rifiutano di pubblicare \u2013 sia pure riassunte \u2013 le prese di posizione negative che le riguardano. Non solo tale obbligo morale \u00e8 iscritto nel preambolo della \u201cDichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista\u201d, ma l\u2019omissione equivale a una evidente mancanza di rispetto del proprio pubblico. La presidenza del Consiglio si impegner\u00e0, insieme con il Consiglio di fondazione, per trovare vie e mezzi utili al rispetto di questo impegno.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Annuario 2015<\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio della stampa ha presentato nel corso della conferenza stampa un nuovo numero del proprio Annuario, consultabile al sito https:\/\/www.presserat.ch\/Documents\/Jahrheft_2015.pdf). Nel Rapporto annuale si danno notizia dei casi pi\u00f9 significativi dell\u2019esercizio trascorso, vi \u00e8 pure un riassunto della presa di posizione sul funzionamento della giustizia.<\/p>\n<p>Informazioni: \u00a0 \u00a0 \u00a0Dominique von Burg, presidente\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 079 609 27 08<br \/>\nUrsina Wey, direttrice del Segretariato\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0 033 823 12 62<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>l Consiglio della stampa denuncia la \u201cgiustizia segreta\u201d La pubblicit\u00e0 dei processi \u00e8 un elemento fondamentale dell\u2019esercizio democratico della\u00a0 giustizia. In Svizzera, attualmente, le procedure accelerate e un numero crescente di disposizioni giudiziarie mettono in causa tale principio. Il Consiglio della stampa ritiene minacciato il diritto del pubblico all\u2019informazione. 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