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Un'inchiesta mascherata
La trasmissione «Kassensturz» della Televisione svizzero tedesca si è occupata in un servizio del sempre più frequente ricorso alla chirurgia estetica. La bella Miss Argovia era stata mandata innanzi, accompagnata da «un'amica» che filmava di nascosto («candid camera»). Sei degli otto medici interpellati avevano successivamente approvato la ripresa; due chiedevano solo di non venire nominati. Ma un altro chirurgo, estraneo all'inchiesta, si è rivolto al Consiglio della stampa argomentando che l'impiego della «candid camera» in uno studio medico viola il diritto dei presenti alla tutela della loro intimità.
Le Direttive del Consiglio della stampa consentono le ricerche mascherate, in via eccezionale, quando l'argomento è di pubblico interesse e l'informazione non può essere raccolta in un altro modo. È ovvio che uno studio medico non possa essere considerato un luogo pubblico, ma non tutto quel che fanno le persone in luoghi analoghi appartiene necessariamente alla sfera privata. Considerato l'alto numero degli interventi operatori di questo tipo (35 mila all'anno), il Consiglio della stampa ritiene di pubblico interesse la conoscenza dei criteri che regolano gli interventi di chirurgia estetica. Nel caso specifico, la «paziente», Miss Argovia, aveva dato il suo consenso. Le immagini servivano a dare un tocco di credibilità maggiore all'inchiesta. Infine, ai due chirurgi che non hanno voluto essere ripresi l'anonimato è stato garantito.
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